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Rinnovi falliti: cosa fa davvero un account updater su un conto ad alto rischio

9 min di lettura

Un inserzionista paga lo stesso pacchetto di annuncio ogni mese da un anno. Nel rapporto non e' cambiato nulla. Poi un mese l'addebito non va a buon fine, l'annuncio esce silenziosamente dalla coda, e tre settimane dopo arriva un messaggio che chiede perche' l'annuncio e' sparito e pretende indietro i soldi di un servizio mai disdetto. Nessuno ha deciso niente. Una banca ha riemesso una carta, e un pagamento ricorrente che funzionava ha smesso di funzionare.

La maggior parte degli operatori si prepara ai rischi che nascono da una decisione: un inserzionista che sceglie di andarsene, un titolare di carta che contesta un addebito, un processore che decide che l'account crea troppi problemi. Molti meno si preparano al rinnovo che fallisce senza alcun legame con le intenzioni dell'inserzionista. La carta registrata smette semplicemente di essere valida, e a seconda di come e' costruito il sistema di fatturazione, quel fallimento innesca un nuovo tentativo che non puo' funzionare oppure fa cadere l'abbonamento senza che nessuno se ne accorga finche' non arriva il reclamo.

Perche' un addebito di rinnovo fallisce

I rifiuti di una carta si dividono in due categorie che si comportano in modo opposto, e trattarle allo stesso modo e' dove nasce la maggior parte del danno. Un rifiuto temporaneo, fondi insufficienti, un blocco momentaneo, un timeout di rete, descrive una carta ancora valida che probabilmente funzionera' se l'addebito viene riprovato qualche giorno dopo. Un rifiuto definitivo, una carta denunciata smarrita o rubata, un conto chiuso, una transazione bloccata dall'emittente come sospetta, descrive una carta che non funzionera' mai piu', per quante volte si ripresenti lo stesso numero.

La riemissione della carta e' la causa silenziosa dietro una grande parte dei rifiuti definitivi, e non ha nulla a che vedere con quello che ha fatto l'inserzionista. Le banche riemettono le carte in modo ordinario alla scadenza naturale, dopo un incidente di sicurezza avvenuto presso un esercente completamente diverso, quando un cliente passa a un altro prodotto di carta, o dopo qualsiasi segnalazione di smarrimento o furto. Una volta riemessa la carta, il numero e la scadenza vecchi salvati sul sistema di fatturazione sono morti per sempre. Nessun calendario di ritentativi risolve la cosa. L'unico modo per tenere in vita l'abbonamento e' ottenere il nuovo numero.

C'e' un secondo fattore, specifico di questo settore, che peggiora il problema. Le banche emittenti che riconoscono un codice di categoria commerciale o un descrittore di fatturazione legato a contenuti per adulti tendono ad applicare un filtro di rischio piu' severo a tutte le transazioni di quell'esercente, ricorrenti comprese, rispetto a un normale abbonamento al dettaglio. Questo non crea rifiuti dal nulla, ma significa che un rinnovo vicino al confine tra approvazione e rifiuto ha piu' probabilita' di finire sul lato del rifiuto rispetto alla stessa transazione fatta da un esercente in una categoria meno rischiosa.

L'inserzionista vive questo fallimento in modo molto diverso da uno storno o da una disdetta. Non c'e' stata alcuna contestazione ne' alcuna decisione di smettere di pagare, il che lo colloca in una categoria diversa dall'atto deliberato descritto nelle regole sulla disdetta degli abbonamenti degli inserzionisti. Dal punto di vista dell'inserzionista, il sito ha semplicemente tolto l'annuncio senza preavviso, il che sembra un errore o una mancanza di buona fede piuttosto che un problema di pagamento, ed e' la casella dell'assistenza dell'operatore ad assorbire le conseguenze.

Cosa fa davvero un account updater

Visa Account Updater e l'Automatic Billing Updater di Mastercard sono servizi reali dei circuiti, esistenti da tempo, costruiti proprio per questo tipo di fallimento. Permettono a un esercente che conserva una carta registrata per la fatturazione ricorrente di sapere che la carta sottostante e' stata riemessa, chiusa o sostituita, senza dover rintracciare il cliente e chiedergli i nuovi dati. Quando una banca riemette una carta, comunica il cambiamento al database del circuito, e un esercente iscritto al servizio di aggiornamento puo' recuperare il nuovo numero e la nuova scadenza per qualsiasi carta gia' registrata.

Un esercente non parla mai direttamente con Visa o Mastercard per questo. La richiesta passa attraverso la banca acquirente o il gateway di pagamento dell'esercente, che invia l'elenco dei numeri di carta registrati e riceve indietro quali sono cambiati, chiusi, o richiedono di contattare direttamente il titolare. Alcuni processori eseguono questo controllo come un lavoro periodico su un calendario fisso, verificando tutto il portafoglio di carte in una volta. Altri supportano un controllo in tempo reale che gira appena prima che un rinnovo specifico stia per essere addebitato, il che costa un po' di latenza in piu' ma coglie un cambiamento che un lotto mensile potrebbe perdere per pochi giorni.

Vale la pena essere precisi su cosa risolve questo servizio e cosa no. Un account updater risolve il caso in cui la carta e' stata sostituita. Non fa nulla per un rifiuto causato da fondi insufficienti, da un blocco antifrode, o da un emittente che semplicemente rifiuta la transazione mentre la carta sottostante e' ancora perfettamente valida. Quei casi restano affidati alla logica dei ritentativi per i rifiuti temporanei descritta sopra, gestita separatamente.

La tokenizzazione di rete e' la tecnologia collegata da conoscere anche quando un account updater non e' disponibile. I servizi token di Visa e Mastercard sostituiscono il numero di carta salvato con un token che la banca emittente tiene collegato a qualunque carta fisica sia attualmente attiva, cosi' il token stesso non diventa obsoleto quando la carta sottostante viene riemessa. Risolve un problema simile da un'angolazione diversa, e le due tecnologie lavorano fianco a fianco invece di sostituirsi a vicenda.

Perche' il proprio processore potrebbe non averlo

Nessuno dei due servizi e' attivo per default. Sono entrambi programmi a pagamento, su adesione volontaria, a cui la banca acquirente dell'esercente deve essere iscritta prima che uno qualsiasi dei suoi esercenti possa usarli, e l'iscrizione alla fatturazione ricorrente in generale e' un passo separato dall'iscrizione specifica al programma di aggiornamento. Un conto esercente che elabora addebiti ricorrenti senza problemi puo' comunque non avere questa funzione attiva, semplicemente perche' nessuno l'ha chiesta e il processore non l'ha mai menzionata.

Questa lacuna si presenta piu' spesso sul tipo di conto esercente su cui finiscono molti operatori di annunci. Un'attivita' rifiutata da un acquirer tradizionale e indirizzata verso un processore high risk piu' piccolo, offshore o all'ingrosso, ha a che fare con un fornitore che rivende l'accesso ai circuiti invece di avere un rapporto diretto con loro. Costruire e mantenere un'integrazione con l'account updater richiede proprio quel tipo di rapporto diretto con il circuito che un processore rivenditore di piccole dimensioni ha meno probabilita' di aver realizzato. Non e' un caso che alcuni processori specializzati in high risk pubblicizzino esplicitamente il supporto all'account updater come un elemento distintivo del loro prodotto di fatturazione ricorrente. Lo pubblicizzano come una caratteristica proprio perche' molti conti equivalenti non ce l'hanno.

Dove il servizio e' disponibile, comporta una piccola commissione per verifica che il processore stabilisce nel proprio contratto, e non un prezzo unico pubblicato dai circuiti, in aggiunta ai normali costi di elaborazione. Confrontata con un abbonamento che altrimenti sparisce alla prossima riemissione della carta della banca dell'inserzionista, quella commissione e' una voce di spesa minima.

Amex, Discover e i circuiti che VAU e ABU non toccano

Visa Account Updater e l'Automatic Billing Updater di Mastercard coprono esattamente quello che dice il loro nome e niente di piu'. American Express gestisce un proprio programma separato di rinnovo carta per gli esercenti che conservano numeri Amex registrati, e Discover mantiene un proprio meccanismo di aggiornamento conto. Nessuno dei due fa parte di VAU o ABU, e l'iscrizione a uno non iscrive automaticamente l'esercente agli altri.

Questo conta perche' e' facile presumere che l'intero mix di carte su un abbonamento sia protetto una volta confermato che gli aggiornamenti Visa e Mastercard funzionano, e sbagliarsi per qualunque quota di inserzionisti che pagano con la carta di un altro circuito. Un operatore che ha spuntato la casella su VAU e si e' fermato li' ha ancora una parte esposta di abbonati i cui rinnovi falliranno allo stesso modo, per lo stesso motivo, senza che nessuno se ne accorga. L'inserzionista che lo scopre nel modo peggiore, dopo che un annuncio e' sparito e un addebito mai contestato risulta essere la ragione che l'assistenza gli fornisce, e' una fonte plausibile del tipo di contestazione di fatturazione che minaccia un conto esercente piuttosto che un semplice ticket di supporto.

La maggior parte dei pannelli di pagamento mostra gia' una ripartizione di quale circuito ha elaborato ogni carta registrata, ed e' il modo piu' rapido per scoprire quanto sia grande quella quota esposta prima di presumere che non conti nulla. Un sito che vede inserzionisti pagare soprattutto con una Visa o Mastercard di debito personale rischia meno di uno in cui una parte significativa della base di abbonati usa una Amex a punti. In entrambi i casi la risposta arriva dal rapporto delle transazioni, non da un'ipotesi su cosa usano di solito gli inserzionisti.

Il cambio di processore e' l'altro momento in cui questo dettaglio si perde. La parita' di funzionalita' tra un vecchio conto high risk e uno nuovo non e' mai garantita, e la copertura dell'account updater per ogni circuito accettato dall'attivita' e' esattamente il tipo di dettaglio che viene presunto invece che confermato durante una migrazione. Chiedere al nuovo processore per iscritto quali circuiti copre davvero il suo servizio di aggiornamento, prima che il cambio diventi effettivo, non costa nulla e chiude il vuoto prima che il primo ciclo di rinnovo lo riveli.

Cosa fare davvero questo mese

Si comincia con una domanda diretta al processore: l'iscrizione all'account updater e' attiva su questo specifico conto esercente, non se la piattaforma in generale supporta la fatturazione ricorrente. Sono due domande diverse con due risposte diverse, e la seconda e' quella che viene posta in ogni conversazione di vendita mentre la prima raramente emerge finche' un abbonamento non fallisce in silenzio.

Se la risposta e' no, o se una quota significativa di abbonati paga con Amex o Discover, si chiede della tokenizzazione di rete come secondo livello e si chiede se Amex o Discover offrono un meccanismo di aggiornamento paragonabile tramite lo stesso processore. Sono conversazioni separate da quella su Visa e Mastercard, e trattarle come coperte dalla stessa casella e' esattamente il vuoto descritto sopra.

Si separa la logica dei ritentativi per i rinnovi falliti in base al motivo del rifiuto, invece di riprovare tutto allo stesso modo. Un rifiuto temporaneo merita un altro tentativo qualche giorno dopo, dato che il problema di fondo e' spesso passeggero. Un rifiuto definitivo legato a un conto chiuso, a una denuncia di smarrimento, o a un blocco antifrode dovrebbe fermare subito i ritentativi e passare a un messaggio diretto che chiede all'inserzionista di aggiornare i dati di pagamento, perche' tentativi ripetuti contro una carta morta non aggiungono nulla se non un rapporto di rifiuti peggiore sul conto esercente.

Infine, si costruisce una breve finestra di tolleranza prima che un annuncio venga rimosso per un addebito fallito, con un messaggio che spiega esattamente cosa e' successo e cosa fare. Un abbonamento che si interrompe perche' una banca ha riemesso una carta appare, dal lato dell'inserzionista, identico a un errore del sito, e il modo piu' rapido per trasformarlo in un reclamo duraturo e' rimuovere l'annuncio in silenzio e lasciare che l'inserzionista lo scopra da solo.

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